Piano Tremontì (con l’accento sulla i) (feat Vobin Hood)…

13 06 2008

Piano Tremontì (con l’accento sulla i)

Contro ogni mia aspettativa pare che il neo ministro dell’economia Giulio Tvemonti, abbia buone intenzioni.
Il c.d. Piano Tremontì (alla francese) prevede di raggiumgere il pareggio di bilancio (deficit pubblico nullo) entro e non oltre il 2011.
L’approvazione da parte della commissione europea mi pare buon inizio e buone prospettive.

Le azioni si basano fonsamentalmente su quattro punti:

. riforma della giustizia, di cui sinceramente capisco assai poco ma da cui mi aspetto una diminuzione dei tempi del processo (quindi dei costi) e certezza della pena

. finalmente una riforma del pubblico impiego, settore chiuso, troppo protetto che “ingurgita” (senza nessuna contropartita in termini di efficienza e produttività) l’intero gettito dell’irpef.

. Liberalizzazione dei servizi locali, laddove il Ministro degli affari regionali precedente (la Lanzilotta) s’è arenata contro un muro chiamato “sinistra cieca”

. Contro ogni aspettativa popolare (Calderoli ministro della semplificazione ha fatto ridere tutti) il ministero della semplificazione ha sguainato una bella proposta chiamata taglia-leggi. L’eccessiva proliferazione di leggi (talvolta vetuste) di spesa che complicano non poco il quadro di diritto tributario ed aumentano a dismisura i costi è evidente. Il taglia-leggi prevede un meccanismo che imporrà la verifica e la conferma esplicita, entro un dato lag di tempo, pena decadenza delle leggi di spesa in vigore. Questo può portare a forti risparmi.

La manovra sarà di certo molto forte, questo non farà bene alla nostra economia… averci pensato prima ed essere stati virtuosi, ora era il momento di politiche fiscali per spingere in alto la domanda

Vobin Hood

Non poteva però mancare la cazzata demagogica che ha caratterizzato la campagna elettorale del centro-destra… La Robin Hood Tax.

1. I miei studi di scienza delle finanze mi hanno insegnato come le perdita di benessere dell’economia nel suo complesso sia minima in caso di tassazione di beni anelastici (come la benzina o l’energia in generale); dall’altro lato è chiaro che in questo caso la tassa (seppur imposta al produttore) viene “allegramente” traserita al consumatore “come se nulla fosse”

2. Dare con una mano e togliere con l’altra. Lo Stato è azionista di Enel ed Eni per circa il 30% attraverso la CdP. Dove pensa di trovare monsieur Tvemontì i soldi della conseguente diminuzione di utili pagati? COn nuove tasse occulte?! No grazie.

E’ chiaro che questa è una sparata demagogica a cui possono cascare solo italiani medi che non leggono neppure un giornale.
I veri profitti non sono quelli di Eni, che peraltro richiede un tasso di profitto molto alto dato l’enorme investimento in capitale che l’attività richiede. I veri profitti sono quelli realizzati dalla sfera “upstream” cioè nel primo segmento di esplorazione e produzione. Qui la rendita è enorme: a fronte di costi sui 5-10$ al barile, “magicamente” si arriva a 120.
Soluzioni degli esperti sono l’aumento delle royalties sulle licenze di estrazione (e pare che queste siano per giunta fissate su comunicazione dell’Eni della quantità estratta e non su un contattore).


Azioni

Informazione

4 risposte

13 06 2008
bebo

Cazzo la cosa del dare con una mano e togliere con l’altra non la’vevo considerata minimamente! Verissimo!
Lo snellimento dei processi, secondo la consuetudine berlusconiana, dovrebbe essere un abbassamente della soglia di prescrittibilità. Più che pena certa, più impuniti (certo, processi più brevi, par fùrza!).

13 06 2008
Lenz

Bhé in effetti basta dare un’occhio al ddl sulle intercettazioni… bella merda!
Almeno adesso si va avanti a suon di ddl ad personam non decreti; ah il nuovo clima politico!

14 06 2008
Andrea Garnero

Tremonti è straordinario, anzi straovdinavio! Con una boiata di dimensioni colossali, fa finta di aver risolto tutto e invece peggiora solo la situazione. Lasciando perdere la questione del petrolio di cui hai già parlato, faccio un appunto sulle banche: in Francia aprire, chiudere e a volte perfino gestire un conto non costa nulla. NULLA!!! Secondo voi perchè? Perchè le banche sono generose? Perchè c’è la taxe Robin des Bois (traduzione di Robin Hood)? No, c’è semplicemente più, molta più concorrenza.
La Robin Tax, al contrario, non farà che peggiorare la situazione perchè sarà bellamente scaricata sui consumatori come hai detto.
Cornuti e mazziati!

16 06 2008
dottlenz

Era dai miei studi di francese delle superiori che non sentivo di Robin des Bois (Robin dei boschi)!

Qui pare si cerchi la soluzione ai problemi con il “lanternino di Zarathustra”.
Mi aspetto un’opposizione Nietzscheanamente costruttiva a queste minchiate dell’esperto tributario

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