Tesoro, cosa c’è per cena?

13 05 2007

Tesoretto Here We Come, Tesorettoooooo!
Vabbé lasciamo stare i Phantom Planet e scriviamo cose più sensate. Cosa farne del Tesoretto? Proposte si sono sprecate a seconda dell’ideologia di cui il partito si fa araldo. Personalmente credo che la scelta giusta sul dove destinare l”extragettito frutto della Finanziaria 2006 (bis) e della guerra all’elusione fiscale (non prendiamoci per il culo, ci fosse ancora la  destra al governo non ci sarebbe mai stato con condoni e puttatanate varie), sia in una sorta di sintesi di tutte le visioni. Certo siamo migliorati in quanto a debito pubblico, ma credo che l’emergenza non sia ancora passata e quindi non bisogna sottovalutare il problema (ora in particolare che l’economia un minimo tira).
Il problema principale è stabilire se questo extragettito è strutturale o si tratta di un soffio di vento fresco.
Verificato questo si aprono infinite strade. Se si scopre che siamo in presenza di maggiori soldi duraturi una modesta proposta è una via di mezzo. Intendiamoci, non porcherie democristiane per accontentare una coalizione litigiosa; ma proposte serie dalle quali tutti ci potrebbero guadagnare.
Questo extragettito deve essere, in quanto frutto di tasse, redistribuito con la diminuzione delle tasse agli italiani. Per cui le proposte di Rutelli sull’abolizione dell’Ici sulla prima casa (in particolare per i redditi più bassi) possono essere messe in atto, solo allorquando si beneficeranno di maggiori entrate strutturali. Possibilmente anche senza far entrare proposte di carattere ideologico (per esempio sgravi alle famiglie). Pensate al disastro se si diminuissero le tasse con soldi una tantum; il prossimo anno, per continuare su questa linea (necessario per evitare di crollare nei sondaggi), bisognerebbe aumentare ulteriormente le tasse oppure aumentare l’indebitamento, già alto delle casse dello Stato. Dunque l’idea è una parte per risanare ulteriormente le casse dello Stato, e un’altra redistribuito a chi ha contribuito a ciò.
In questo modo però, non ci sarebbe sintesi perché le proposte avanzate dalla parte più a sinistra della coalizione di governo andrebbero frustrate. Per contribuire ad alzare gli standard del sociale, ammortizzatori sociali ai precari (non assunzioni indiscriminate nella pa, non va eliminato il mezzo ma perfezionato), sussidi di disoccupazione condizionati ad attività di reintegrazione nel mercato del lavoro; per contribuire a ciò è necessario mantenere la spesa pubblica invariata e per cui è necessario reperire risorse razionalizzando la già alta spesa pubblica.
Come diceva in un articolo sul Corriere, Piero Ostellino, è impensabile che con una spesa pubblica al 50% del Pil, non si annidino sprechi. Razionalizzare significa inoltre dare migliori servizi a costi inferiori, per cui godranno di questo non solo i beneficiari della maggiore protezione sociale, ma tutti quanti come fruitori del servizio pubblico.

Lenz


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