In quanto a temi etici riconosco i miei limiti che sono tanti ma un paio di riflessioni credo siano dovute.
Vorrei scrivere qualche riga, uscendo dalla mia linea editoriale del blog (se esiste) sull’eutanasia. Welby, il povero Cristiano che si trova bloccato su un letto di ospedale in uno stato quasi vegetativo, tenuto in vita da un’accanimento farmacologico che non ha senso di esistere. Personalmento non credo nei miracoli, e mi domando se si tratta ancora di vita la sua. Biologicamente sì, ma a volte il biologico non serve per inquadrare tutti i fenomeni del mondo reale. Secondo me non lo è quella di una persona, che non si spara un colpo in testa solo perché bloccato dall’impossibilità di muoversi. Parlano di giustizia coloro che voglio tenerlo in vita pure a forza di medicinali molto invasivi; parlano di etica della vita, non pensando che anche la sofferenza che prova in questo momento rientra in tema di morale:
Forse la giustizia più grande sarebbe accosentire al suo desiderio di riposo eterno
Certo una legislazione in materia è questione molto delicata che va affrontata con uno sforzo bipartisan, onde evitare abusi di questo strumento. Non mi sento certo un Dio che è in grado di scegliere chi deve vivere e chi no. Ma di fronte a tanta sofferenza ed una richiesta esplicita, tristemente e con molto rabbia per l’impossibilità di far niente, accosentirei.
Lenz
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